“Fin ch’io viva – OperaPop” nasce come un progetto artistico e didattico di ampio respiro, capace di coniugare la forza narrativa del teatro musicale con una visione contemporanea della produzione sonora e scenica. Ideata e composta da Gabriele Barlera, l’opera prende forma come un affresco drammaturgico ispirato alla figura di Isabella d’Este, protagonista del Rinascimento italiano, trasformata qui in simbolo universale di tensione verso la bellezza, il potere e l’immortalità.
La sinossi si sviluppa attorno al desiderio profondo della protagonista di lasciare un segno eterno attraverso l’arte, incarnato nell’obiettivo di farsi ritrarre dal più importante artista dell’epoca Leonardo da Vinci. Intorno a questo fulcro si intrecciano dinamiche di corte, relazioni politiche e affettive, gelosie e ambizioni, che coinvolgono figure storiche come Ludovico il Moro e Francesco II Gonzaga. La narrazione assume così un carattere stratificato, dove la dimensione storica diventa pretesto per un’indagine più ampia sulla condizione umana, sul tempo e sulla memoria.
Dal punto di vista musicale, l’opera si configura come una sintesi tra scrittura orchestrale, linguaggio pop contemporaneo ed elementi elettronici, dando vita a una partitura articolata e dinamica, pensata per un organico esteso che unisce strumenti classici, band moderna e tecnologie digitali. La costruzione drammaturgica segue una logica cinematografica, con quadri sonori che si susseguono come scene, alternando momenti lirici a sezioni ritmiche incisive e immersive.
La regia — realizzata da Federica Restani – é concepita in stretta connessione con la scrittura musicale e valorizza il rapporto tra spazio scenico, luce e movimento, costruendo un ambiente immersivo in cui il suono diventa elemento architettonico. La direzione d’orchestra, affidata al m° Romano Adami, svolge un ruolo centrale nel coordinare le molteplici componenti dell’opera, garantendo equilibrio tra le sezioni acustiche ed elettroniche e sostenendo la tensione drammatica dell’intero percorso.
Elemento distintivo e profondamente identitario del progetto è la partecipazione degli studenti del Liceo Musicale e Coreutico Isabella d’Este, che assumono un ruolo attivo e professionale all’interno della produzione. Cantanti, strumentisti e danzatori contribuiscono alla realizzazione dell’opera non solo come interpreti, ma come parte integrante di un processo formativo che unisce didattica e creazione artistica. L’esperienza diventa così un laboratorio reale di produzione teatrale, in cui competenze musicali, tecniche e sceniche convergono verso un risultato finale di alto valore espressivo. 
In questo senso, Fin ch’io viva si configura non solo come spettacolo, ma come dispositivo culturale e pedagogico: un’opera che racconta il passato per interrogare il presente, e che trova nella sinergia tra maestro e studenti la sua dimensione più autentica e innovativa.
Mercoledì 6 maggio alle ore 21 Teatro Sociale di Mantova
